Essere un grandissimo calciatore non significa per forza di cose avere un futuro assicurato come allenatore. Basterebbe vedere la carriera in panchina di Diego Armando Maradona per capire che le cose non sono direttamente proporzionali.

Eppure ci sono delle eccezioni importanti, come Johan Cruijff, Franz Beckenbauer e soprattutto Zinedine Zidane. Il francese, Pallone d’Oro nel 1998 e uno dei migliori giocatori europei di sempre, ha avuto una carriera in campo molto vincente, ma probabilmente nessuno si aspettava che l’avrebbe replicata anche da tecnico.

Eppure, se possibile, in panchina Zizou ha fatto anche meglio che con il pallone tra i piedi. E dire che, palmarès alla mano, non è che fosse poi così semplice.

 

Il Bordeaux di Zidane

La carriera da calciatore di Zidane comincia negli anni Ottanta, al Cannes, che nella stagione 1988/89 lo fa esordire tra i professionisti a 17 anni non ancora compiuti. Che il ragazzino classe 1972 abbia talento se ne accorgono tutti, in particolare il Bordeaux.

Nel 1992 i Girondini approfittano della retrocessione del Cannes per acquistare Zidane, che diventa subito uno dei punti fermi della squadra assieme ad altri due futuri campioni del mondo e d’Europa come Bixente Lizarazu e Christophe Dugarry.

Le stagioni passate al Parc Lescure sono quattro e permettono a Zidane di mettere in bacheca più di qualche premio individuale e il primo trofeo di squadra, la Coppa Intertoto, vinta nell’estate 1995 e che permetterà al Bordeaux di arrivare fino in finale di Coppa UEFA, persa però contro il Bayern Monaco.

ZZ21 in bianconero

Nel 1996 arriva la chiamata della Juventus, con Marcello Lippi che lo identifica come il tassello mancante della sua squadra. La Signora spende 7,5 miliardi di lire per acquistare il francese, che però parte male. Zidane ha difficoltà ad adattarsi alla Serie A dal punto di vista atletico, ma basta attendere un po’ affinché il transalpino possa mostrare di che pasta è fatto.

La prima stagione juventina di Zizou termina con la vittoria dello scudetto, ma anche della Supercoppa UEFA e della Coppa Intercontinentale, anche se sfugge la Champions League da favoriti per le scommesse calcio nella finale contro il Borussia Dortmund. L’annata successiva, quella 1997/98, la storia si ripete. La Juventus si aggiudica il campionato dopo un testa a testa con l’Inter, vince la Supercoppa Italiana e sfiora di nuovo la Champions, stavolta contro il Real Madrid.

In quell’estate però Zidane trascina la Francia alla vittoria dei mondiali casalinghi, un risultato che gli vale il Pallone d’Oro.

Zidane guida la Francia alla conquista della prima Coppa del Mondo

Poi i bianconeri perdono smalto, al punto che nelle ultime tre stagioni a Torino l’unico altro trofeo vinto è di nuovo l’Intertoto, anche se nell’estate 2000 Zidane diventa anche campione d’Europa con la sua Francia.

Il record di 150 miliardi che il Real spende per Zizou

Nel 2001 il Real Madrid batte ogni record di trasferimento e spende 150 miliardi per acquistarlo. Zizou prende la maglia numero 5, che diventerà presto iconica. E la prima stagione è subito vincente, con la Supercoppa di Spagna, ma soprattutto con la Champions League, conquistata in finale dai Blancos contro il Bayer Leverkusen anche grazie al supergol di Zizou con un sinistro al volo già leggendario.

La rete di Zidane in finale di Champions

L’annata 2002/03 vede il francese guidare il Real a vincere la Liga, la Supercoppa UEFA e la Coppa Intercontinentale, mentre in quella successiva deve accontentarsi di una Supercoppa di Spagna.

Si tratta dell’ultimo trofeo da calciatore per Zidane, perchè nelle due stagioni successive il Real rimane a secco e il francese decide di ritirarsi dopo il Mondiale 2006, chiuso con l’espulsione nella finale contro l’Italia per la testata a Marco Materazzi.

Le 3 Champions vinte da allenatore a Madrid

Per qualche anno, Zidane non sembra intenzionato a continuare a rimanere nel mondo del calcio. Nel 2009 rientra al Real Madrid con incarichi dirigenziali, ma è solo nel 2013 che assapora di nuovo il campo, come secondo di Carlo Ancelotti nella stagione della Decima dei Blancos.

Nel giugno 2014 il francese diventa l’allenatore del Castilla, la seconda squadra del Real, che porta al sesto posto nella Segunda Division B. Ma nel gennaio 2016 arriva da Florentino Perez la chiamata che non ti aspetti: il Presi ha esonerato Rafa Benitez e vuole Zizou alla guida della prima squadra. Sulle prime sembra una scelta strana, ma Perez ci ha visto decisamente lungo.

Pochi mesi dopo la prima panchina, Zidane solleva la Champions League, vinta dai Blancos a Milano ai calci di rigore contro i cugini dell’Atletico, in un pareggio al novantesimo, assolutamente pronosticabile per le scommesse. È l’inizio di un ciclo, perchè Zizou e il suo Real sono destinati a battere parecchi record.

La stagione 2016/17 è ancora più trionfale per il tecnico francese. Non solo arriva il bis in Champions League, stavolta battendo in finale la “sua” Juventus, ma i Blancos mettono in bacheca anche la Liga, la Supercoppa UEFA e la Coppa del Mondo per Club.

E siccome non c’è due senza tre, l’annata successiva Zidane cala il tris  a Kiev contro il Liverpool, entrando nella storia della Champions come l’unico allenatore in grado di vincerla per tre volte consecutive. E il fatto che in quella stagione il Real vinca anche la Supercoppa di Spagna, la Supercoppa UEFA e la Coppa del Mondo per club sembra quasi secondario.

Il futuro di Zidane

Poi però per gli spagnoli arrivano due fulmini a ciel sereno. Nell’estate 2018, nel giro di pochi giorni, lasciano il Santiago Bernabeu sia Cristiano Ronaldo che Zidane. Ma se per il portoghese l’addio è definitivo, per il francese non lo è assolutamente. Tempo pochi mesi e nel marzo 2019 Zizou è di nuovo sulla panchina delle Merengues.

Zizou con CR7

Il secondo ciclo non è paragonabile al primo, ma porta comunque le sue soddisfazioni al transalpino. Il finale della stagione 2018/19 arriva troppo velocemente per permettere a Zidane di fare miracoli, ma già in quella 2019/20 tornano i trofei, con la vittoria nella Supercoppa di Spagna e nella Liga.

Che è l’ultimo trofeo (finora) da allenatore, visto che dopo una stagione 2020/21 amara di soddisfazioni le strade del tecnico e del club si dividono. E adesso che farà Zizou? Al momento, il Pallone d’Oro 1998 attende. Il suo nome si è fatto per parecchie panchine, ma l’impressione è che il suo prossimo ruolo possa essere quello di CT della Francia al termine dell’era Deschamps.

E considerando che da allenatore di club ha ripetuto (se non migliorato!) il suo ruolino di marcia da calciatore, le avversarie dei Bleus sono già avvisate…

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Images.

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.