Il calcio è uno sport imprevedibile, in cui può sempre succedere davvero di tutto. Storie recenti e passate come quelle del Leicester di Claudio Ranieri o del Verona di Osvaldo Bagnoli dimostrano che può accadere che una “piccola” squadra arrivi a trionfare davanti a dei veri e propri colossi.

È però innegabile che imprese del genere, per quanto possibili, siano abbastanza rare, ancor di più nel football attuale.

Ed è anche evidente che, sia a livello nazionale che continentale, ci sono una serie di squadre che per blasone, per risultati e per disponibilità economiche fanno quasi un cammino a parte, quelli che vengono definiti “top club”.

Ma per allenare un top club, ci vuole un top manager, giusto? Beh, la questione non è poi così semplice, perché andando a fare un po’ di calcoli, si nota che il numero di squadre in Europa che può essere definito davvero “top” è decisamente più alto di quello dei tecnici che si mettono in chiara luce rispetto alla folta concorrenza.

Quali sono i top club calcistici

Meglio partire dai top club, magari dando un’occhiata campionato per campionato.

In Italia, per esempio, la definizione è certamente applicabile per la Juventus e per le milanesi, per fatturato ed incassi record al botteghino, mentre è meno scontata per il Napoli, che pure negli ultimi anni ha fatto benissimo con lo Scudo 2023 che entra nella storia del calcio tricolore, e per le due romane.

Più semplice il discorso in Spagna, dove nel gruppo dei migliori ci vanno di diritto il Real Madrid e il Barcellona, a braccetto con l’Atletico Madrid, con il Siviglia che potrebbe essere inserito nel novero vista la sua tradizione europea, ma che difficilmente viene considerato uno dei top team iberici visti i risultanti deludenti in Liga.

Ancora più ristretta la selezione in Bundesliga, con il Bayern Monaco che potrebbe anche fare storia a sé, almeno a guardare l’albo d’oro degli ultimi dieci anni, ma che comunque viene accompagnato dal Borussia Dortmund, unica squadra che riesce a dare una parvenza di competizione ai bavaresi e che paga, spesso, errori arbitrali nella rincorsa alla Meisterschale.

E poi c’è la Francia, con il Paris Saint-Germain che ovviamente regna sul trono transalpino e che è abbastanza solo, visto che negli ultimi anni le altre tre squadre blasonate d’oltralpe, ovvero l’Olympique Marsiglia, troppo incostante anche nella gestione Tudor, il Monaco e il Lione, sono un po’ crollate.

I top club inglesi

Discorso a parte, neanche a dirlo, per la Premier League. Tra blasone, risultati recenti e potenza economica, sono infatti parecchie le squadre di Sua Maestà che possono essere definite top club.

Nel gruppo ci va di diritto il Manchester City, campione in carica e dominatore degli ultimi anni, così come il Liverpool e il Chelsea, che di recente hanno portato a casa la Champions League.

La delusione del Chelsea

Ma è impossibile, nonostante un decennio non memorabile, escludere dalla lista il Manchester United, il Tottenham e l’Arsenal, che sta tornando ai suoi vecchi fasti con una squadra giovanissimissima e due meravigliosi calciatori mancini di qualità come Odegaard e Xhaka che si intendono alla grande!

Per non parlare della possibilità che a queste sei si aggiunga anche il Newcastle, che ora è di proprietà di un fondo saudita e che potrebbe anche fare un cammino simile a quello del City o del PSG.

E il resto d’Europa? Beh, ci sono altre squadre che meriterebbero la definizione di top club, ma che, giocando in campionati non troppo blasonati, forse vanno escluse.

Si parla di società come l’Ajax, il Porto o il Benfica, con un palmares ricchissimo, ma che non hanno i mezzi economici per sostenere la competizione ad altissimi livelli con una certa costanza.

Dunque, con un rapido calcolo, i top club in Europa sono circa una quindicina (e non sorprende che si tratti del numero dei possibili fondatori della Superlega). E i top manager? Molti di meno. Se si cercano i veri allenatori top su piazza, ci si ferma davvero a una manciata di personaggi che non devono dimostrare nulla.

Gli altri, al momento, sono ancora in divenire.

La lista degli allenatori top

Tra quelli che certamente entrano nella lista ci sono il tecnico dei record Carlo Ancelotti, Pep Guardiola, Josè Mourinho e Jurgen Klopp.

Di questi, tre sono sulla panchina di un top club (Ancelotti-Real, Guardiola-City, Klopp-Liverpool), mentre lo Special One attualmente guida una squadra che aspira a stretto giro a farne parte in pianta stabile.

E di conseguenza, sembra che ci sia una dozzina di panchine di top club su cui non siede un top manager. Meglio analizzarle.

In Italia gli allenatori di Juventus, Milan e Inter sono Max Allegri, Stefano Pioli ed Inzaghi. Di questi, l’unico a poter essere considerato un top (ma non tra il top dei top!) è il tecnico della Juventus, che oltre ai 6 scudetti in bacheca ha anche raggiunto due finali di Champions League.

Per quanto riguarda gli altri due, c’è ancora parecchio da dimostrare, nonostante quello rossonero sia campione d’Italia in carica e Simone sia uno straordinario specialista delle coppe.

Paradossalmente, anche in considerazione dello scarso valore, almeno fino al dominio in Europa nei tre trofei europei del 2023, che viene attribuito dall'estero alla Serie A, tra Allegri, Pioli, Inzaghi e Spalletti, il tecnico italiano che potrebbe essere considerato top è... De Zerbi che ha fatto strabene da subito in Premier! Altra opzione spendibile è sicuramente quella di Maurizio Sarri, apprezzato nella breve esperienza al Chelsea.

In Spagna restano il Barcellona e l’Atletico, guidati rispettivamente da Xavi e Simeone.

Ancelotti ed il Cholo

Che il catalano sia potenzialmente un top, non sembrano esserci dubbi, ma al momento non può essere inserito nel novero. Il Cholo invece può far parte della lista, anche se non ai livelli dei quattro menzionati precedentemente, visti i risultati più recenti e tante, tante scelte sbagliate in sede di mercato.

In Germania al Bayern c’è Tuchel, che nel palmares ha una Champions League vinta da assoluto outsider per le scommesse online e quindi può essere indicato come un top, mentre il Borussia ha Terzic, non esattamente un tecnico celebre, ma con un futuro che potrebbe essere davvero meraviglioso!

E persino il PSG ha scelto Galtier, che a livello internazionale se non era uno sconosciuto poco ci mancava: in futuro a provare a dare un'inquadrata a tutti quei talenti indisciplinati ci sarà Thiago Motta?!...

Rimane la Premier League, dove City e Liverpool sono già state analizzate. In Inghilterra ci sono due situazioni particolari, quelle del Chelsea e del Tottenham, con i due club londinesi che attualmente sono alla ricerca di un allenatore per la prossima stagione e che quindi risultano “scoperti”.

Al Manchester United, invece, c’è Ten Hag, altro tecnico di enorme prospettiva, ma non ancora top, così come il miglior allievo di Guardiola Arteta, che sta guidando l’Arsenal, la franchigia più migliorata d'Europa, ma che non può essere considerato ancora tra i migliori d’Europa.

Dunque, sette o otto tecnici top per quindici o sedici top club. Ma ci sono anche gli allenatori attualmente liberi. E qualcuno che entra nella lista forse c’è.

Quali panchine per Zidane e Gallardo?

Impossibile non inserire Zinedine Zidane, che non ha ancora trovato una nuova squadra dopo il ciclo vincente al Real Madrid.

E a proposito di Spagna, c’è anche Luis Enrique, libero dopo l’esonero da parte delle Furie Rosse, pur sempre uno che ha vinto un Triplete: l'ex tuttocampista nel rapporto tra qualità della rosa a disposizione e prestazioni nei Mondiali 2022 è stato, per distacco, il tecnico peggiore, forse solo Tite gli si avvicina come delusione della manifestazione...

C'è qualche altra situazione al limite, come quelle di Antonio Conte, Julian Nagelsmann e Mauricio Pochettino, molto vicino alla panchina dei Blues londinesi.

Il tecnico italiano è considerato un top, anche se le prestazioni delle sue squadre in Europa non hanno mai convinto. Il tedesco è un predestinato, ma l’esperienza al Bayern potrebbe averlo scottato. E l’argentino, in fondo, non è che abbia mai vinto nulla.

Dato che si parla di Argentina, ci sarebbe anche Marcelo Gallardo, che ha vinto tutto in Sudamerica, ma che non si è ancora messo alla prova dall'altra parte dell'Atlantico.

Gallardo!

E quindi è vero, attualmente ci sono in giro più top club che top manager.

Il che spiega benissimo perchè non appena si presenta l’occasione di metterne sotto contratto uno, si fanno le rivoluzioni…

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.