Il detto secondo cui i soldi non fanno la felicità può sembrare trito e ritrito, così come quando si dice che nulla è importante come la salute. Ma ponendo entrambe le proposizioni a Christian Eriksen, si riceverà un convinto cenno di assenso. Al danese, calciatore di livello e di fama mondiale, i soldi non sono mai mancati, ma neanche un conto in banca importante ha impedito un incidente inatteso che gli ha fatto rischiare la vita.

Il contratto di sei mesi di Eriksen con il Brentford

Le cifre del trasferimento di Eriksen all'Inter

Nel 2013 Eriksen firma con gli Spurs

I numeri di Eriksen con la maglia dell'Ajax

Il suo arresto cardiaco nel giugno 2021 durante il match tra Danimarca e Finlandia valido per gli Europei è ancora negli occhi di tutti, con immagini che nessuno scorderà: la squadra che si mette a cerchio in campo per proteggerlo, la moglie che scende dagli spalti e viene consolata da Kjaer e Schmeichel, ma soprattutto il sospiro di sollievo quando, dopo l’intervento rapidissimo e fondamentale dei medici, è arrivato un pollice alto per segnalare che l’allora interista era cosciente.

Da quel giorno al Parken è passato quasi un anno e, nonostante sia stato necessario lasciare l’Italia perché con un defibrillatore sottocutaneo non avrebbe potuto giocare, Eriksen è tornato a sentirsi calciatore.

Il contratto di sei mesi di Eriksen con il Brentford

Lo ha fatto al Brentford, una realtà dove non ha troppe pressioni, è circondato da facce amiche (come quella del tecnico Thomas Frank, che lo ha già guidato ai tempi delle nazionali giovanili) e che gli ha addirittura permesso di ritrovare la nazionale, straordinaria a Wembley con tanti risultati ribaltanti per le scommesse Europei con il CT Kasper Hjulmand che ha deciso di richiamarlo nove mesi dopo la grande paura.

E di certo al Brentford Eriksen ci è andato perché voleva tornare a fare ciò che ama di più e non perchè a trent’anni appena compiuti avesse ulteriormente bisogno di un ingaggio. Il club londinese gli ha infatti offerto un contratto di sei mesi, abbastanza per capire se il trequartista poteva tornare a giocare a calcio ad alti livelli. Ora che la risposta sembra essere stata un sì, resta da vedere come si evolverà il rapporto tra il calciatore e la società, visto che c’è l’opzione per un altro anno di contratto.

Lo stipendio del danese però non è un problema: pur di tornare in campo, Eriksen ha accettato un ingaggio che è in linea con i parametri del Brentford (ovvero fino a un massimo di due milioni di euro a stagione, quelli che guadagna il norvegese Ajer).

Le cifre del trasferimento di Eriksen all'Inter

Non esattamente le cifre che il trequartista guadagnava all’Inter. Quando a gennaio 2020 ha firmato con la squadra nerazzurra, l’ingaggio che gli ha offerto la società meneghina era decisamente da top player. Per lui, costato circa 27 milioni grazie a un contratto quasi in scadenza, è arrivato un contratto importante, che gli ha permesso di guadagnare un corrispettivo fisso di 7,5 milioni di euro a stagione, a cui si potevano aggiungere bonus fino a 1,5 milioni.

Il gol di Eriksen su punizione nel derby di Coppa Italia!

E se nella prima mezza stagione non ne sono arrivati troppi, considerando che l’Inter è finita seconda, quando nell’annata 2020/21 i nerazzurri hanno vinto lo scudetto da favoriti per le quote calcio anche grazie alle sue prestazioni, il corrispettivo è aumentato fino a sfiorare il massimo di 9 milioni.

Dopo l’arresto cardiaco agli Europei, l’Inter ha continuato a pagare il calciatore fino a dicembre 2021, quando è arrivata la rescissione consensuale, con poi la decisione di accasarsi al Brentford, dopo un’esperienza breve ma certamente intensa, terminata con 60 presenze, 8 reti e un titolo di campione d’Italia.

Nel 2013 Eriksen firma con gli Spurs

Non che nella sua precedente esperienza, quella al Tottenham, a Eriksen le cose siano andate male, economicamente parlando. L’approdo a White Hart Lane è datato 2013, quando al trequartista è stato dato un compito per nulla semplice: rimpiazzare Luka Modric, che nella stagione precedente era stato ceduto al Real Madrid. Eppure il danese, costato agli Spurs 13,5 milioni di euro, giustifica alla grande la spesa fatta per lui.

Diventa immediatamente fondamentale per gli Spurs, che gli versano con gioia i circa 2 milioni di sterline (più bonus) del quinquennale firmato. E anzi, nel 2017 arriva anche il rinnovo del contratto, che lega calciatore e società fino al 2020, aumentando nel contempo anche l’ingaggio fino a 4 milioni di sterline netti a stagione. È questo l’accordo che Eriksen decide di non prolungare ulteriormente, arrivando a non poche frizioni con il club.

Eriksen omaggia i tifosi degli Spurs!

Poi nel gennaio 2020 l’Inter, che già lo seguiva con l’intenzione di portarlo a Milano a parametro zero, decide di dare un prezzo al suo cartellino e lo porta in Serie A dopo oltre 300 presenze e 69 reti nei quasi sette anni passati negli Spurs.

I numeri di Eriksen con la maglia dell'Ajax

Il Brentford è comunque solo il quarto club della carriera a livello professionistico di Eriksen, che si è sempre fermato abbastanza nelle squadre di cui ha vestito la maglia. I suoi esordi sono arrivati in patria con le maglie del Middelfart, la squadra della città in cui è nato, e poi con quella dell’Odense. Poi è arrivata la chiamata dell’Ajax, club da sempre particolarmente attento ai giovani scandinavi, come dimostra…un certo Ibra.

Gli olandesi lo hanno portato ad Amsterdam nel lontano 2007, facendolo crescere nelle squadre giovanili e poi lanciandolo in prima squadra nel 2009. Con i Lancieri ha giocato quattro stagioni, prendendosi pian piano un posto sempre più centrale e arrivando anche in doppia cifra nella stagione 2012/13, quella della sua esplosione.

Con la maglia dell'Ajax contro il City!

E proprio quell’annata perfetta, a cui va aggiunto un contratto in scadenza nel 2014, che lo ha portato all’attenzione delle big europee. In Italia su di lui ci aveva fatto un pensierino la Roma, forte della passione che portava un giovanissimo Eriksen a prendere i giallorossi quando si dedicava ai videogiochi. 

Alla fine però è arrivato il Tottenham, che ha lanciato definitivamente la carriera di un calciatore che forse, alla soglia dei trent’anni e dopo aver avuto il timore di dover lasciare il calcio definitivamente, può pensare di avere ottenuto meno del previsto in quanto a trofei.

Con l’Ajax ha vinto tre volte il campionato e con l’Inter si è laureato campione d’Italia, ma la bacheca con il Tottenham è rimasta vuota nonostante una finale di Champions League giocata (ma persa) nel 2019. Ma di certo, dopo tutto quello che gli è accaduto, Eriksen sarà sicuramente felice già di essere tornato in campo e di poter raccontare quella giornata spaventosa. E di aggiungere che se c’è la salute…c’è davvero tutto.

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

Sull'autore
Di
Francesco Cavallini

Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

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