Lo sport è parte fondamentale della vita umana da sempre, ma la civiltà antica in cui si è diffuso più capillarmente è quella greca. Non per niente nascono da quelle parti i Giochi Olimpici antichi e anche la prima edizione di quelli moderni si tiene ad Atene. Non sorprende dunque che quando nel 1900 a Piazza della Libertà viene fondata la Società Podistica Lazio i suoi primi iscritti decidono che i colori dovranno essere proprio quelli della bandiera greca.

Il primo stemma della Lazio

Lo stemma della Società Podistica

Lo stemma della Società Sportiva Lazio

Tutte le aquile biancocelesti

Il simbolo nell'era Cragnotti

Anche quando si tratta di scegliere un simbolo, si guarda all’Olimpo. L’aquila, oltre a essere un emblema di potenza, è sia uno dei simboli anche delle legioni romane che l’animale sacro a Zeus, padre degli Dei. Al momento di creare uno stemma, dunque, la cosa più logica da farsi è quella di fondere le due cose.

Il primo stemma della Lazio

Nei primi anni, la Lazio indossa infatti un semplice scudo con i colori sociali, mentre il primo stemma della Lazio vero e proprio è datato 1912 a vede l’aggiunta dell’aquila, che si posa sullo scudo e regge un nastro che porta il nome della società. La versione successiva, quella del 1914 è ancora più scenografica.

Lo stemma a righe bianche e celesti viene inserito in un cerchio che porta il nome della società, sulla base compare anche il nome di Roma e l’aquila è in posizione di volo, con le ali spiegate a superare anche i bordi del cerchio stesso.

È il momento migliore dei primi anni di fondazione della società, che arriva per ben due volte alla finalissima nazionale, prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale.

Lo stemma della Società Podistica

L’aquila scompare invece nella versione successiva, che arriva nel 1921. Lo scudo diventa molto più semplice, prevedendo delle strisce di un blu molto più scuro rispetto al celeste utilizzato fino a quel momento.

La dicitura della società viene ridotta alle iniziali di “Società Podistica”, lasciando invece per intero il nome Lazio ed è inserita nella parte superiore dello stemma su uno sfondo grigio.

Con questo stemma, i biancocelesti raggiungono la loro terza e ultima finale di Prima Divisione.

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Lo stemma della Società Sportiva Lazio

Quando nel 1926 la squadra cambia nome in Società Sportiva Lazio, quello che porta tuttora, arriva anche un nuovo stemma. Per volontà del regime, viene inserito all’interno dello scudo un fascio littorio in celeste che sostituisce la striscia centrale, mentre al posto delle altre due strisce spuntano due colonne.

Lo stemma viene completato dalla nuova dicitura S.S. Lazio e accompagna i biancocelesti nelle prime stagioni nella Serie A a girone unico, in cui la squadra ben figura fino a piazzarsi seconda nel campionato 1936/37 e a raggiungere la finale della Coppa dell’Europa Centrale.

La Curva Nord Laziale!

L’inizio del secondo conflitto mondiale non porta molti cambiamenti, se non quello allo stemma.

Nel 1940 lo scudo biancoceleste si trasforma in un rettangolo diviso a metà, con sopra un blu più scuro e sotto il bianco, su cui campeggia un’aquila stilizzata in volo che tiene un fascio littorio in orizzontale, senza la dicitura della società. In un’altra versione dello stesso anno, torna lo scudo, con quattro strisce blu e tre bianche, con uno spazio superiore in cui sono inseriti il nome del club e il fascio littorio, che invece scompare nella versione del 1943, un semplice rettangolo con quattro strisce verticali bianche e tre blu, con sopra in oro un riquadro con il nome.

Tutte le aquile biancocelesti

Il ritorno, stavolta definitivo, dell’aquila è datato 1958. La Lazio si riavvicina alla tradizione presentando uno stemma con l’aquila dorata in volo che tiene lo scudo, bordato anch’esso in oro, nella cui parte superiore campeggia il nome della società. Da quel momento in poi, nonostante alcune variazioni sul tema, il simbolo dei biancocelesti non scomparirà più dallo stemma. Negli anni Settanta l’aquila e i bordi dello scudo tornano ad essere di nuovo celesti.

Con i colori che richiamano al logo originario, la Lazio festeggia il suo primo scudetto, prima che la rivoluzione del marketing e dei loghi, come per lo stemma Inter, travolga anche la squadra capitolina.

Chinaglia contro la Juventus!

Il primo logo “moderno” è quello disegnato da Gratton, che i biancocelesti adottano tra il 1979 e il 1982. Si tratta di un’aquila azzurra stilizzata con sotto la scritta “S.S. Lazio”.

Ma è nel 1982 che nasce quella che è ormai un vero e proprio simbolo distintivo, la cosiddetta “aquila di Benincasa”. Il disegno del volatile viene ulteriormente semplificato ed è talmente iconico da essere inserito non solo in uno scudo che la Lazio ripresenterà anche in tempi più moderni, ma come striscia all’altezza del petto che abbraccia l’intera porzione frontale della maglia.

Nel 1987 la nuova presidenza di Gianmarco Calleri prevede però un ritorno al passato, nello specifico allo stemma degli anni Settanta. Rispetto a quello precedente, però, il nuovo stemma ha una diversa gradazione di blu (l’aquila) e celesti (le strisce nello scudo e il nome della società).

Il simbolo nell'era Cragnotti

L’evoluzione finale, quella che tuttora campeggia sulle maglie della Lazio è invece legata all’era Cragnotti. Nel 1993 l’aquila torna a essere dorata e sorregge uno scudo a tre strisce (due celesti e una bianca), con il nome della squadra scritto con una tonalità di blu leggermente più scura.

È con sul petto proprio questo stemma che la Lazio vive il suo periodo più vincente, quello che la porta alla vittoria in Coppa delle Coppe contro il Maiorca e a portare a casa addirittura la Supercoppa Europea, battendo il Manchester United di Sir Alex Ferguson, reduce dal Treble.

L’unica variazione sul tema arriva nel 2000, anno in cui la polisportiva festeggia i 100 anni. Lo stemma viene infatti abbellito con un numero 100 dorato che si fonde con lo scudo e con una striscia dorata inferiore che segnala le date dell’anniversario (1900-2000). Se possibile, questo stemma porta ancora più fortuna, perché compare il 9 gennaio 2000, giorno del “compleanno” della società e accompagna squadra e tifosi alla conquista, come una clamorosa ultima giornata che manderà in tilt tutti i siti scommesse, del secondo titolo di Campione d’Italia, arrivato nel maggio dello stesso anno.

Crespo con la maglia del Centenario!

Insomma, anche se nel corso degli anni la Lazio ha cambiato spesso il suo stemma, l’identità biancoceleste è riassunta perfettamente nei colori della squadra e nel suo simbolo, l’aquila. E non può certo essere un caso che i periodi più vincenti del club siano arrivati proprio quando entrambe le cose erano nello stemma societario!

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo. 

Sull'autore
Di
Francesco Cavallini

Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

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