Su Gennaro Ivan Gattuso detto “Ringhio” o anche Rainghio come lo chiamavano a Glasgow, ormai si sa tutto.
Uno dei personaggi più influenti del calcio italiano degli anni duemila. Temuto in campo per la sua grinta, vittima designata degli scherzi di Pirlo e De Rossi nei periodi di ritiro della Nazionale a Coverciano, schietto e verace come la sua terra. Complicato trovare un qualsiasi frammento biografico del centrocampista che non sia arrivato al grande pubblico. 

Ma forse qualcosa di meno noto della vita e carriera di Gattuso può esserci. 

Il Gattuso day

Gattuso è calabrese, nato a Corigliano Calabro ma domiciliato da sempre a Schiavonea dove torna sempre quando è in ferie per godersi il mare che tanto amava fin da piccolo. Molto radicato quindi lo storico numero 8 del Milan e forse anche per questo amato da tutti i calabresi. 
Talmente da tutti che In suo onore la comunità calabrese di Oshawa, in Canada, ha istituito il “Gattuso Day”. Se vi interessa saperlo o partecipare a distanza, si celebra il 25 giugno. 

Nel club dei sette mesi

Come appena anticipato Gattuso nasce in Calabria, il 9 gennaio 1978. Nasce settimino proprio come alcuni grandi che hanno fatto la storia: Albert Einstein, Isaac Newton, Winston Churchill e Pablo Picasso.
Nomi altisonanti, ma a Gennaro Ivan basta essere sé stesso, basta essere Gattuso, quello che ambiva a un pallone d’Oro diverso da tutti gli altri colleghi: “Il mio pallone d’Oro è rubare più palloni possibili”, riferì in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera nel lontano 2003. 

80 minuti da Gattuso

E come dargli torto, d’altronde è lo stesso giocatore che in un Milan – Catania del 2008 giocò per ben 80 minuti con il crociato rotto. Se lo lesionò dopo 10 minuti ma talmente era elevata l’adrenalina in corpo che "ho giocato senza problemi forse per il grande entusiasmo che metto nelle cose che faccio”. 

Un dettaglio (eufemismo) che sorprese anche il dottor Martens che lo operò qualche giorno dopo, meravigliandosi di come fosse stato possibile un evento del genere per un giocatore all’epoca 31enne.
Beh, un episodio molto valido e inerente per spiegare nei prossimi anni ai propri nipoti chi fosse Gennaro Gattuso. 

Gattuso il pescatore

Ipercinetico, da bambino nulla riusciva a tenerlo fermo, tranne una cosa sola: la vista del mare dalla riva o dalla finestra di casa. 

Nel mare ci aveva visto già in tenera età il segreto della vita, o forse il suo destino se non avesse fatto il calciatore. Da bambino era solito raggiungere il porto la sera intorno a mezzanotte quando i pescatori tornavano dal mare. Li aiutava a scaricare le casse piene di pesce così da farsi “retribuire” con qualche mollusco o altre razze da rivendere poi nella piazza del paese e guadagnare qualche soldo. 

Sempre ai pescatori sottraeva le taniche di nafta per trasformale in pali della porta dei campetti da calcio che costruiva in strada con i suoi amici. 

Oggi è un allenatore di calcio stabile ai massimi livelli, ma il sogno del pescatore continua in maniera collaterale grazie all’azienda “Gattuso & Catapano” che si occupa di depurazione e allevamento dei molluschi, ovviamente a Corigliano Calabro. 

Gattuso e i suoi premi

Per la carriera da allenatore di Gattuso siamo al primo trofeo con la Coppa Italia conquistata da sfavorito per le scommesse calcio all'Olimpico di Roma, ma quella da calciatore vanta un numero di trofei da poterci aprire un museo: dalle due Champions League ai due scudetti e ci fermiamo qui.

Molto curiose sono invece le onorificenze ottenuto non proprio da organi prettamente collegati al mondo del calcio.

Gattuso a Pisa con la Nazionale!

Infatti, “Ringhio” grazie alla sua carriera e i chilometri percorsi in campo si è guadagnato: dal Presidente Napolitano riceve l’Ordine al merito della Repubblica italiana, perché nel 2006 ha alzato pure una coppa del Mondo. Dal mondo dell’entertainment televisivo invece riceve il Telegatto nel 2008 come miglior sportivo dell’anno.  

Gennaro Gattuso resta nell’immaginario collettivo il calciatore che qualsiasi allenatore e collega vorrebbe avere in squadra, con lui vincere (o andare in guerra) è più facile. Parola di chi di numeri 8 se ne intende.   

*Il testo dell'articolo è di Luigi Di Maso, responsabile editoriale di Social Media Soccer; la foto di Lorenzo Galassi (AP Photo).

 
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