La sconfitta contro la Macedonia del Nord nei playoff per le qualificazioni alla Coppa del Mondo 2022 è una di quelle batoste che rimarrà per sempre nell’immaginario collettivo dei tifosi azzurri.

L’Italia di Mancini, che neanche un anno prima si era laureata campione d’Europa, non solo salta il suo secondo mondiale consecutivo, ma lo fa perdendo una sfida che sembrava quasi una formalità. Se qualcuno poteva eliminarci, diceva il pensiero comune, quello era il Portogallo nella finale dei playoff.

E invece il gol di Trajkovski, un giustiziere che paradossalmente ha giocato anche in Italia, proprio nella Palermo che ha zittito con la sua rete, consegna il match alla più triste delle collezioni, quella delle grandi sconfitte della nazionale.

Quella della Favorita, seguita dal cappottone in Germania nella terza edizione della Nations, non sono le prime e, chiaramente, non saranno neanche le ultime. Ma sono destinate a restare a lungo in testa a tutti.

La delusione di Gigione davanti ai tedeschi

Italia - Svezia 0-0

Le due Coree

La battaglia di Santiago

Le delusione europee

Italia - Zambia

Italia - Svezia 0-0

Esattamente come quella precedente, l’altro incubo mondiale che l’Italia intera sperava di superare. Il playoff giocato a novembre 2017 ha regalato una doppia sfida con la Svezia che, nonostante tutto ciò che è accaduto dopo, fa male.

Quello che resta indelebile è lo 0-0 a San Siro, con De Rossi che quasi si ribella a Ventura che vuole farlo entrare, suggerendo invece l’ingresso di Insigne. Ma conti alla mano, la partita decisiva è quella di andata, l’1-0 firmato da Johansson, che con un tiraccio deviato proprio da De Rossi inganna Donnarumma. Il resto, come si suol dire, è storia, tra i processi al Commissario Tecnico, l’intermezzo di Gigi Di Biagio e l’inizio dell’era Mancini. Oltre che, ovviamente, il mondiale di Russia visto dal divano.

Tra l'altro, dopo la meravigliosa serata di Berlino, abbiamo vinto, incredibilmente per i pronostici calcio italiano, solo una partita ai Mondiali, contro l'Inghilterra a Manaus ben 8 anni più tardi ed abbiamo pareggiato nel 2010 contro la Nuova Zelanda e perso nel 2014 contro il Costarica.

Ventura con Buffon!

Le due Coree

Questo trittico non potrebbe essere però completo senza un episodio che termina quasi nella notte dei tempi. Nelle qualificazioni per i Mondiali 1958, l’Italia si ritrova in un girone a tre con Portogallo e Irlanda del Nord. A dicembre 1957 gli azzurri volano a Belfast, ma la partita non si gioca, perché gli arbitri sono stati bloccati a Londra dalla nebbia.

I nordirlandesi propongono di far arbitrare una terna locale, ma gli Azzurri dicono no. Alla fine il match diventa un’amichevole, pareggiata 2-2. Un risultato che, unito alla vittoria successiva con il Portogallo, avrebbe qualificato l’Italia. Ma siccome la partita non era ufficiale, il 15 gennaio si torna a Belfast per giocare e avviene quello che allora era assolutamente considerato imponderabile: finisce 2-1 per l’Irlanda del Nord, che vola in Svezia e lascia a casa gli Azzurri per la prima volta dopo la mancata iscrizione all’edizione 1930.

Ma non di sole qualificazioni è fatta la storia delle grandi disfatte azzurre. Anche quando la nazionale al mondiale ci è arrivata, non sono mancate alcune partite decisamente indimenticabili in negativo. Due delle quali, strano ma vero, hanno come protagoniste entrambe le Coree. Quella del Nord diventa famosa nel 1966, quando a Middlesbrough batte l’Italia di Edmondo Fabbri, che schiera calciatori che due anni dopo avrebbero vinto l’Europeo casalingo.

Rivera contro la Corea!

A segnare il gol partita, che estromette gli Azzurri dalla fase a eliminazione diretta, è Pak Doo-ik, che le leggende metropolitane trasformano addirittura in un dentista, ma che in realtà era un caporale dell’esercito. La partita esercita un impatto così forte sull’opinione pubblica che “Corea” diventerà sinonimo di “disfatta”, affiancandosi a “Caporetto”.

Quello che l’Italia del 1966 non può certo sapere è che 36 anni dopo le Coree diventeranno due.

Ai mondiali 2002 agli ottavi di finale gli Azzurri di Giovanni Trapattoni incontrano una delle due nazionali padrone di casa, la Corea del Sud. Il match è da fiera degli orrori, grazie soprattutto all’arbitraggio del signor Byron Moreno, che ne combina di cotte e di crude favorendo la squadra asiatica.

Si finisce ai tempi supplementari quando, dopo l’espulsione di Francesco Totti per simulazione e un gol regolare annullato a Damiano Tommasi, arriva il Golden Gol di Ahn Jung-hwan, che all’epoca giocava a Perugia, a chiudere ogni discorso e a rimandare a casa la nazionale tra le polemiche.

La battaglia di Santiago

Ma del resto, la partita con la Corea del Sud richiama alla mente un’altra sconfitta cocente, la Battaglia di Santiago, giocata in Cile nei mondiali 1962, sempre contro i padroni di casa. Gli Azzurri probabilmente non avrebbero potuto impensierire il Brasile, ma escono nel girone, anche complice la seconda violentissima partita.

L’Italia termina in nove uomini, con le espulsioni di Ferrini e David prima della fine del primo tempo, ma anche con Maschio infortunato e senza possibilità di sostituirlo, visto che i cambi in partita non erano ancora previsti. E proprio a causa del 2-0 subito contro il Cile, la nazionale guidata da Paolo Mazza non riesce a qualificarsi alla fase a eliminazione diretta.

Le delusione europee

Per quanto riguarda gli Europei, invece, non ci sono troppe sconfitte degne di nota. Vero, l’eliminazione ai gironi del 1996, da vicecampioni del mondo in carica, è pesante, ma considerando che la finale se la sono giocata le due squadre che hanno passato il turno nel gruppo dell’Italia (Repubblica Ceca e Germania) ci può anche stare.

Così come il caso del 2004, secondo noi la Nazionale più forte di sempre in epoca moderna, perché con un potenziale offensivo unico, quando a stabilire il destino dell’Italia del Trap è il pareggio abbastanza prevedibile, senza quota per le scommesse Italia, tra Danimarca e Svezia e non una partita della nazionale italiana.

Il Trap nel 2004

Per il resto, al massimo si può menzionare la sconfitta contro la Norvegia nel 1991 che porta alla mancata qualificazione a Euro 1992 e al conseguente esonero di Arrigo Sacchi a eliminazione matematica.

Italia - Zambia

Ma nessuna carrellata di sconfitte azzurre potrebbe essere completa senza quella che è una vera e propria bonus track, in quanto riguarda la Nazionale Olimpica. Nel 1988 l’Italia si qualifica per i Giochi di Seul e manda una nazionale, guidata da Francesco Rocca, infarcita di calciatori che giocano titolari in Serie A.

Andrea Carnevale nel torneo olimpico di calcio di Seul 1988!

L’incontro con lo Zambia, però, è una disfatta di proporzioni epiche. Nel caldo coreano, gli Azzurri non riescono ad esprimersi mentre gli africani si trovano benissimo. Il risultato è un clamoroso 4-0. Alla fine entrambe le squadre passano comunque il girone, ma il bagno di umiltà per il calcio italiano è clamoroso. E due anni dopo, la nazionale arriva terza ai mondiali casalinghi. Perchè una cosa è certa: dalle sconfitte più pesanti, l’Italia sa sempre come rialzarsi…

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo. Prima pubblicazione 15 maggio 2022.

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

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