Un bomber da 298 gol con i club in 628 partite tra Anderlecht, Chelsea, WBA, ancora il Chelsea in altre due stagioni tra 2013 e 2021, Everton, Manchester United, prima dell'approdo in A con Inter e Roma.

In 36 presenze stagionali, il Bomber della Roma ha già segnato 18 gol con la sua nuova maglia, 10 in campionato; compresa la rete che ha aperto l'era di DDR come responsabile, della prima squadra e 7 in Europa League!

Nell'anno solare 2023, Lukaku tra Belgio, Inter e Roma ha realizzato, quindi, 40 gol in 61 incontri ufficiali: settimo miglior bomber al Mondo! Con il poker servito nell'ultima partita del girone all'Azerbaigian, Lukaku si laurea capocannoniere delle qualificazioni.

Nonostante sia un classe 1993, Romelu Lukaku è nel calcio che conta da ormai quasi 15 anni. Il centravanti belga è infatti diventato professionista quando era ancora giovanissimo, grazie alla sua qualità più importante: segnare parecchi gol.

Dopo l'arrivo a Roma, il conteggio attuale, con i primi sette gol in giallorosso all'Empoli, Torino, Frosinone e Cagliari, parla in totale infatti di 381 reti in 738 presenze: all'asciutto nel ritorno contro il Feyenoord, in Europa League, aveva una sequenza record di 14 partite consecutive con gol, fino al 9 novembre 2023!

Il settimo gol dell'edizione 2023/2024 dell'Europa League segnato al malcapitato Brighton rappresenta il numero 22 nelle ultime 21 giocate nella seconda competizione continentale per club: in Europa League, Lukaku è il terzo miglior marcatore di sempre!

Quelle per la sua ultima squadra, prima dei giallorossi, l’Inter, con il punto del momentaneo pareggio a Napoli e la rete iniziale all'Atalanta, sono 78 in 131 match disputati e compreso il gol decisivo al Porto in Champions, mentre con il Belgio il bomber è arrivato a 83 in 114 presenze, compresa la bella conclusione di sinistro a Vienna contro l'Austria ed il rigore trasformato contro la Svezia!

I primi gol di Lukaku con la maglia dell'Anderlecht

Come detto, Lukaku è precocissimo, al punto che l’Anderlecht lo inserisce in prima squadra ad appena 16 anni.

L’esordio arriva nel maggio del 2009, ma la prima vera stagione da professionista del belga è quella 2009/10, in cui già si prende le luci dei riflettori.

Il centravanti segna infatti 19 gol in 45 presenze, 15 delle quali gli valgono anche il titolo di capocannoniere del campionato belga. L’anno successivo Lukaku si ripete con 50 partite disputate, 20 reti e sempre più attenzione da parte delle big del Vecchio Continente.

Lukaku all'esordio in Premier 

E infatti neanche il tempo di iniziare il campionato 2011/12 con due gol in altrettanti match, che il Chelsea lo acquista per 12 milioni di euro. La sua esperienza all’Anderlecht si chiude dunque con 98 presenze e 41 reti.

Quella al Chelsea invece non comincia per nulla bene. Lukaku è chiuso a Stamford Bridge da una folta concorrenza e non riesce a trovare spazio con i Blues.

Nella sua prima stagione arrivano solamente 12 presenze, senza mai riuscire a segnare. Ecco perchè nell’estate 2012 il club decide di prestarlo al West Bromwich Albion.

Giocare da titolare in una squadra di Premier è quello che serve al belga, che si sblocca e in 38 match segna 17 reti, tutte quante in campionato. Non basta però per rimanere al Chelsea.

Lukaku idolo dell'Everton

Nell’agosto 2013, dopo tre partite disputate, viene di nuovo ceduto in prestito all’Everton. Ma a Goodison Park ci rimarrà ben più del previsto.

La prima stagione con la maglia dei Toffees è molto positiva. Lukaku parte molto bene e realizza 16 gol in 33 partite, che aiutano la squadra ad arrivare quinta e a sfiorare la qualificazione in Champions League.

Abbastanza da convincere il club a riscattarlo, per una cifra di 28 milioni di sterline, all’epoca il record di spesa da parte dell’Everton.

Che però non ha motivo di lamentarsi, perchè nella stagione 2014/15 Lukaku raggiunge 20 gol in 48 partite. I numeri migliori sono quelli in Europa League, dove il belga segna ben 8 volte in 9 presenze.

Il terzo anno sulla sponda blu di Liverpool vede di nuovo il centravanti superare quota 20, attestandosi a 25 reti in 46 match disputati. Ma è nella stagione 2016/17 che arriva il boom: Lukaku segna ben 25 gol in Premier League, arrivando a un totale di 26 marcature in 39 partite disputate.

Romelu centravanti del Manchester United

Insomma, l’attaccante in Inghilterra ci può stare eccome e il Manchester United decide di spendere per lui ben 75 milioni di sterline. Lukaku lascia l’Everton dopo quattro anni, con 87 gol in 166 presenze.

A Old Trafford il belga si ritrova agli ordini di Josè Mourinho e fa una buona prima stagione, terminata con 27 reti (il suo record personale fino a quel momento) in 51 presenze.

Non mancano però le critiche, con il centravanti che viene accusato di non segnare reti molto facili. Le cose non migliorano neanche nella stagione 2018/19, complice anche l’addio dello Special One.

L’annata vede Lukaku segnare 15 reti in 45 presenze e perdere sempre più considerazione da parte del nuovo tecnico Solskjaer. E infatti lo United lo cede, dopo appena due anni conditi da 42 gol in 96 partite.

A Milano iniziano le vittorie della LuLa

Ad acquistarlo è l’Inter, che spende 65 milioni di euro per metterlo a disposizione di Antonio Conte. Lukaku si prende la maglia numero 9 e parte subito col botto, andando a segno, incredibilmente per le quote Serie A, 10 volte nelle prime 13 giornate di Serie A.

La stagione 2019/20 è la migliore, numericamente parlando, della sua carriera. Il belga va a segno 34 volte in 51 partite, 23 delle quali in Serie A e 9 nelle coppe europee disputate dai nerazzurri.

L’anno successivo il bomber si migliora in campionato e anche se i 24 gol non gli valgono il trono dei cannonieri è comunque fondamentale nella vittoria dello scudetto da parte della sua squadra.

La rete decisiva di Lukaku al Porto

I numeri stagionali parlano di 30 gol in 44 presenze, che gli valgono il premio di miglior giocatore dell’anno della Serie A e confermano la dimensione di Lukaku come bomber di razza.

Il passaggio record di Lukaku al Chelsea

A quel punto, si fa avanti di nuovo il Chelsea, che decide di spendere addirittura 115 milioni per riportarlo a Stamford Bridge. Non è una mossa molto positiva, perchè Tuchel decide di cambiare sistema di gioco, facendo diventare marginale il suo apporto.

Lukaku si lamenta pubblicamente in un’intervista, sostenendo di voler tornare all’Inter e nella seconda parte della stagione gioca molto poco.

L’unica soddisfazione sono i due gol nel Mondiale per Club, che permettono al Chelsea di vincere la competizione. La stagione termine con 15 gol in 44 partite e con la convinzione di non poter andare avanti così.

E infatti i Blues lo cedono di nuovo in prestito all’Inter, che lo riaccoglie nella stagione in corso.

Una bellissima foto di Lukaku quando era al Chelsea

Anche a causa di alcuni infortuni, il belga però non è devastante come negli anni precedenti e finisce spesso in panchina. Questo però non gli ha impedito di andare per l’undicesimo anno di fila in doppia cifra…

I numeri di Lukaku con i Diavoli Rossi

Insomma, di gol Lukaku ne ha sempre fatti parecchi e nessuno lo sa meglio dei suoi connazionali.

Con la maglia del Belgio infatti il centravanti è anche più implacabile che con i club.

Lo conferma il suo score totale di 72 reti in 106 presenze, che lo rende il miglior marcatore di sempre della sua nazionale, doppiando addirittura il secondo nella speciale classifica, cioè Eden Hazard.

Il debutto per lui è arrivato a neanche 17 anni e le prime reti sono una doppietta al Belgio nel novembre 2010. Da quel momento Lukaku è stato il fulcro dell’attacco dei Diavoli Rossi, prendendo parte a tre mondiali e due europei, diventando il miglior marcatore del Belgio in entrambe le competizioni e anche della Nations League.

Lukaku in gol nella Nations League

Il cruccio forse è non aver vinto mai nulla con una squadra che, a detta di tutti, avrebbe potuto fare la storia. Ma non si può certo imputare nulla a Lukaku, che il suo contributo sotto porta l’ha dato eccome…

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.