Giocare in Serie A, magari in un grande club. Il sogno di ogni ragazzino italiano (e non solo) che comincia a prendere a calci un pallone. Non tutti però ce la fanno, perché quelli che arrivano a calcare i campi della massima divisione sono pochi rispetto a quelli che ci provano.

Molti si perdono quando sono ancora troppo giovani, altri arrivano a sfiorare il professionismo ma poi rimangono nel limbo delle categorie inferiori. Eppure c’è chi, partendo o ripartendo dal basso, riesce a sfondare, arrivando a vestire maglie che hanno fatto la storia di questo sport, anche in ruoli delicati!

Vicario il portiere del futuro

Giovani italiani per la ricostruzione bianconera

Valeri e Parisi storie simili di mancini di talento

Salvatore Esposito parte dalla C a Ravenna

Brunori non solo bomber di categoria

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Vicario il portiere del futuro

Una delle ultime storie simili è certamente quella di Guglielmo Vicario.

Il portiere friulano, che tradizione per gli estremi difensori, classe 1996 ha giocato la sua prima stagione da titolare con l’Empoli e si è imposto, nel ruolo, tra i più affidabili del campionato.

E dire che il suo percorso, all’Udinese, era iniziato male: davanti a sé aveva Alex Meret e Simone Scuffet, dunque per giocare è dovuto andare altrove, al Fontanafredda, in Serie D. Poi su di lui ha puntato il Venezia, che ne ha fatto il portiere titolare della promozione in C.

Successivamente in Laguna gli hanno preferito Facchin e Audero, ma alla fine Vicario si è ripreso la titolarità nella stagione 2018/19, con prestazioni che gli sono valse l’acquisto da parte del Cagliari.

I sardi lo hanno però mandato in prestito al Perugia per una stagione, scegliendolo come vice-Cragno per quella successiva. Le poche presenze però hanno attirato l’Empoli, che gli ha affidato i pali con una certa fiducia.

Ricambiata, perché la gavetta ha pagato e lo ha portato nel mirino degli acquisti Lazio.

In un mondo di mitomani, pieni, gonfi, di se stessi, Vicario è un ragazzo intelligente, umile: tra i pali ha grande senso di posizione, ottima reattività e quel coraggio che non guasta mai per essere padroni dell'area piccola, anche nelle uscite basse!

Giovani italiani per la ricostruzione bianconera

Il percorso dalle serie inferiori non è semplice, ma a volte dimostra…una certa costanza. Come quella di Federico Gatti, che un passo alla volta si è meritato la chiamata della Juventus nel momento della ricostruzione e anche l’esordio nella nazionale di Mancini.

Per lui un cambio decisivo di ruolo ed…una categoria all’anno, partendo dall’Eccellenza e arrivando alla Serie A: Pavarolo, Verbania, Pro Patria e Frosinone, fino all’acquisto da parte della Signora. Decisamente un segnale che il duro lavoro paga, anche per chi come Gatti era finito in un settore giovanile importante come quello del Torino, per poi vedersi lasciare andare e finire nei meandri delle serie minori.

Chi invece non è mai stato scaricato è Andrea Cambiaso, ma prima di indossare la maglia del Genoa in Serie A il terzino ha dovuto lavorare parecchio in giro per l’Italia e per le categorie minori.

Andrea Cambiaso

I rossoblu lo hanno ceduto in prestito per quattro stagioni consecutive, facendogli così conoscere ogni serie dalla D alla B. Albissola, Savona, Alessandria ed Empoli, prima di tornare alla base e guadagnarsi la fiducia del Grifone, anche se in una stagione certamente complicata per i liguri.

Ma nonostante la retrocessione, per Cambiaso tre grandi soddisfazioni: il primo gol al Napoli che ribalta le scommesse live nell'incontro casalingo contro Fabian Ruiz e compagni, l’esordio in nazionale Under-21 e l’approdo alla Juventus.

Valeri e Parisi storie simili di mancini di talento

Uno che la A se l’è invece conquistata sul campo è il romano Emanuele Valeri, difensore della Cremonese.

Dopo aver fatto parte dei settori giovanili di Lazio (di cui è tifoso) e Urbetevere, gioca in modo straordinario (classe '98 è il più giovane degli under) la sua prima stagione tra i grandi in Eccellenza con la maglia dell’Atletico Vescovio, per poi essere passare al Rieti, con cui si afferma da titolare in Serie D ed inzia a trovare anche la via della porta avversaria.

La salita, rectius, la discesa è abbastanza rapida, perché la stagione successiva lo vuole il Lecce per la Serie C e nonostante le presenze siano poche l’esordio tra i pro è certamente una pagina importante. Il ritorno in D, al Cesena, è di breve durata, perché con i romagnoli ritrova la C e poi nel 2020 viene acquistato dalla Cremonese.

E proprio con i grigiorossi è arrivata la clamorosa promozione in A, che lo porterà nella stagione 2022/23 a giocare contro la “sua” Lazio in quell’Olimpico che Valeri da ragazzino frequentava con il papà…in Curva Nord!!!

Un altro che ha fatto una scalata davvero pazzesca, una categoria all’anno, è Fabiano Parisi. Il terzino sinistro classe 2000 è nato a Solofra (provincia di Avellino) e ha cominciato a dare i primi calci al pallone nella Pro Irpinia.

Dopo una breve, ma formativa, esperienza nelle giovanili della Vigor Perconti, viene notato dal Benevento, che nella stagione 2018/19 lo presta all’Avellino, appena fallito e sceso in Serie D.

Con i colori…di casa Parisi fa benissimo, conquista la promozione e viene riscattato, confermando le ottime prestazioni anche in C. A quel punto se lo aggiudica l’Empoli, con cui è protagonista della promozione in Serie A, dove fa il suo esordio nell’ottobre 2021 nonostante un grave infortunio al termine del campionato di B. Ora il suo nome è nei taccuini di tutte le big, anche grazie alle presenze nell’Under-21 guidata da Nicolato.

Salvatore Esposito parte dalla C a Ravenna

Chi invece ha già esordito in nazionale a livello maggiore è Salvatore Esposito. Il centrocampista della SPAL, fratello maggiore degli interisti Sebastiano e Francesco Pio, ha cominciato la sua carriera nel vivaio del Brescia e poi è stato a lungo nel settore giovanile nerazzurro, prima di essere girato in prestito alla SPAL, che poi lo ha acquistato a titolo definitivo.

Prima di ritagliarsi uno spazio da titolare a Ferrara, però, Esposito è dovuto andare a fare gavetta altrove. Mezza stagione a Ravenna in Serie C e una da protagonista in Serie B con il Chievo Verona hanno convinto gli estensi a dare fiducia al classe 2000, che è diventato uno dei punti fermi della squadra.

Ora per lui arrivano parecchie chiamate da club di Serie A, anche grazie alla decisione di Mancini di convocarlo per le partite di Nations League e di regalargli l’esordio in azzurro nel match di Wolverhampton contro l’Inghilterra, terminato, a dispetto dei pronostici calcio, a reti inviolate!

Salvatore Esposito

 

Brunori non solo bomber di categoria

Proprio come Esposito, c’è anche qualcuno che sta continuando la sua scalata, iniziata oltre un decennio fa.

Matteo Brunori, centravanti italo-brasiliano, è di proprietà della Juventus dal 2020, ma di maglia bianconera ha indossato solamente quella della squadra B, in Serie C. E dire che di esperienza nelle serie minori ne ha fatta parecchia, cominciando dal Foligno e dalla Reggiana tra Lega Pro 1 e 2, per poi scendere addirittura in Eccellenza e in Serie D.

In tutte le categorie, però, i gol non sono certo mancati, come quelli che hanno contribuito alla promozione del Palermo, che lo ha preso in prestito dai bianconeri. E chissà che il prossimo step non sia quello di rimanere in rosanero per riprovare in B, dopo le esperienze non certo indimenticabili al Pescara e alla Virtus Entella. Del resto, a 28 anni, non è mai troppo tardi per sognare di arrivare al top…

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo. Prima pubblicazione 3 luglio 2022

Sull'autore
Di
Francesco Cavallini

Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

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