Il tennis di norma è considerato uno sport individuale, eppure c’è una modalità di gioco che lo rende identico a qualsiasi altra disciplina di squadra: il doppio. Quando i tennisti in campo sono 4 invece che due cambia tutto e non solo perchè i corridoi valgono come zona per conquistare punti o perchè ci si alterna alla battuta e a rete.

Fognini con Bolelli il doppio migliore 

La storia del doppio azzurro

Il doppio nella Davis del 1976

Le imprese di Nicola Pietrangeli in doppio

Il doppio è un’arte a sè e non è certo detto che chi è bravissimo in singolare lo sia anche quando c’è da tenere in conto un’altra persona nella propria metà campo. Il doppio è questione di chimica, di movimenti, di conoscenza reciproca dei punti forti e di quelli deboli propri e del compagno. Ecco perchè persino arrivare al top della classifica ATP per quanto riguarda la competizione uno contro uno non è garanzia di buoni risultati in doppio.

Fognini con Bolelli il doppio migliore 

A spiegarlo anche abbastanza bene c’è la storia recente del doppio della nazionale italiana. Al momento il tennis maschile italiano vive un vero e proprio rinascimento, con tantissimi giocatori nella top 100 mondiale e soprattutto quattro talenti come Matteo Berrettini, Jannik Sinner, Fabio Fognini e Lorenzo Sonego, tutti in grado di vincere almeno un titolo del circuito ATP negli ultimi anni. Verrebbe quindi da pensare che anche quando l’Italia si trova a giocare la Coppa Davis o la ATP Cup, in doppio ci si possano togliere belle soddisfazioni.

Una foto dall'alto!

E invece non va proprio così, perchè i quattro menzionati sono tutti giocatori molto più adatti al singolare e quando devono fare coppia hanno parecchi problemi.

L’esempio migliore è forse la Coppa Davis 2021, con l’Italia che non solo è uscita ai quarti di finale, a sorpresa per le scommesse tennis, proprio la sconfitta nel doppio patita da Sinner e Fognini, ma ha anche perso entrambe le sfide di doppio nel girone (per quanto ininfluenti). E anche la squadra che ha raggiunto la finale di ATP Cup ha vinto solo un doppio decisivo, quello contro l’Austria, quando Berrettini e Sinner avevano di fronte altri due singolaristi come Novak e Thiem.

La storia del doppio azzurro

E dire che la storia del doppio azzurro racconta spesso di coppie di giocatori in cui spesso c’era almeno uno dei due che in singolare non combinava granché, salvo poi diventare parte di un duo affiatato e difficilmente battibile nel doppio.

L'esultanza azzurra!

Come per esempio Diego Nargiso, mancino terribile e grande speranza azzurra quando nel 1987 vince il torneo Juniores a Wimbledon. Poi la carriera del partenopeo è deludente, ma quando c’era da giocare la Davis Nargiso si trasformava, che facesse coppia con Omar Camporese che con Andrea Gaudenzi.

Nell’Italia che raggiunge la semifinale sia nel 1996 che nel 1997 e si va a giocare la finalissima con la Svezia nel 1998 c’è sempre lo zampino del doppio. Nel 1996 Gaudenzi e Nargiso ottengono quello che alla fine è il punto decisivo contro la Russia al primo turno e vincono contro i due Ferreira nei quarti contro il Sudafrica. L’unica sconfitta di quell’anno è quella, pesantissima, in semifinale con la Francia, con l’opportunità di chiudere il match dopo il 2-0 dei primi singolari. Gaudenzi e Nargiso perdono e i transalpini rimontano.

Nel 1997 giocano Pescosolido e Camporese assieme a Nargiso, vincendo tutti i doppi tranne quello in semifinale con la Svezia. E nel 1998 la seconda cavalcata di Gaudenzi e Nargiso, tutte vittorie fino alla finale, si interrompe con l’infortunio del faentino nel primo singolare e con la sconfitta del partenopeo assieme a Sanguinetti nell’ultimo atto in doppio.

Il doppio nella Davis del 1976

Il doppio azzurro più celebre però è certamente quello composto da due che in fondo anche in singolare non è che se la cavassero male… Nell’Italia che vince la Davis nel 1976 e che arriva in finale anche nel 1977, nel 1979 e nel 1980, il doppio ha solamente due nomi: Adriano Panatta e Paolo Bertolucci, una coppia così forte che si è anche aggiudicata in totale 12 tornei ATP.

Panatta, che è arrivato fino al numero 4 del ranking, è quello dei due che era più forte in singolare, ma anche Bertolucci è riuscito ad arrampicarsi fino al numero 12, grazie ai tre tornei sulla terra rossa vinti nell’estate 1973. Paradossalmente, l’avventura vincente del 1976 comincia con la sconfitta contro i fratelli britannici Lloyd, ma sia contro l’Australia di Newcombe e Roche che nella finalissima contro il Cile arriva la vittoria.

Anzi, il trionfo contro Cornejo e Fillol è quello che regala al tennis italiano la sua prima e finora unica Coppa Davis.

Nell’edizione 1977 non bastano tre vittorie di Panatta e Bertolucci, compresa quella contro l’Australia in finale, per sollevare di nuovo la celebre “insalatiera”. Nel 1979 la coppia d’oro tricolore gioca solo la semifinale (vincendo contro la Cecoslovacchia) e la finale (perdendo contro gli Stati Uniti) e infine nel 1980 le vittorie contro Svezia e i soliti australiani non servono a nulla, perchè nella finale contro la Cecoslovacchia Panatta e Bertolucci perdono, regalando agli avversari il punto della vittoria matematica della Davis.

Segui la tradizione anche con le quote Wimbledon!

Le imprese di Nicola Pietrangeli in doppio

Tornando ancora più indietro negli anni, c’è un’altra coppia di doppio che ha rappresentato con ottimi risultati l’Italia, quella composta da Nicola Pietrangeli e da Orlando Sirola. Un duo che ha fatto bene non solo con la maglia azzurra in Davies, ma anche nei tornei dello Slam, considerando che hanno perso una semifinale di Wimbledon e che hanno vinto il Roland Garros nel 1959.

Pietrangeli e Sirola!

In carriera Pietrangeli è arrivato al numero tre delle classifiche annuali (che all’epoca erano stilate dai giornalisti) e ha vinto due volte il Roland Garros in singolare, arrivando anche in semifinale a Wimbledon. Sirola dal canto suo si deve accontentare di una semifinale a Parigi, ma assieme a Pietrangeli ha anche vinto il bronzo ai Giochi del Mediterraneo. Pietrangeli e Sirola hanno trascinato la squadra tricolore alle finali di Davies nel 1960 e nel 1961, interrompendo un periodo in cui nell’ultimo atto si affrontavano sempre USA e Australia.

In tutti e due i casi gli azzurri hanno vinto il doppio nella semifinale contro gli statunitensi, perdendo però per due anni consecutivi contro altri due specialisti come gli australiani Roy Emerson e Neale Fraser. Il che però non gli impedisce di fregiarsi del titolo di doppio più vincente della storia della Coppa Davis italiana, rispettivamente con uno score vittorie/sconfitte di 42-12 e di 35-8. Insomma, gli azzurri in doppio ci sanno fare. E chissà, magari anche i ragazzi terribili, provando e riprovando, scopriranno qualche coppia in grado di rinverdire i fasti di una volta!

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

Sull'autore
Di
Ermanno Pansa

Ermanno è un grande appassionato di sport, in particolare del calcio, vissuto a 360°: come professionista e come tifoso. Ha seguito tutte le fasi finali delle manifestazioni internazionali degli ultimi 15 anni, Mondiali ed Europei.

Amante degli incontri ricchi di gol, collabora quotidianamente con il blog di 888sport, per il quale rappresenta una costante fonte di idee.

 

Articoli Correlati

Una squadra

Berrettini specialista

Roger Federer

Berrettini si ritira

Che contratto per Jannik