Un’occasione incredibile, anche se forse non irripetibile, persa. Impossibile definire in altra maniera la positività al tampone di Matteo Berrettini, che qualche giorno prima di cominciare il torneo di Wimbledon ha scoperto che non avrebbe partecipato alle competizioni sui campi dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club.

E dire che l’azzurro non aveva neanche l’obbligo di controllarsi, ma il suo buon senso ha avuto la meglio e lo ha…eliminato dal tabellone di Wimbledon senza neanche potersi allacciare le scarpe.

Specialista dell'erba

Il servizio di Berrettini

Nel 2018 l'esordio sull'erba

Lo score di Berrettini nel 2022

Gli avversari

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Specialista dell'erba

Un peccato, perchè il tennista romano classe 1996 arrivava al torneo del Grande Slam più antico e prestigioso nei primi tre favoriti per le quote Wimbledon. Tra la sua la sua posizione nel ranking, la prestazione nell’edizione 2021 e la sua capacità di giocare sull’erba, Berrettini poteva tranquillamente sperare di competere per la vittoria. E invece ha dovuto assistere da casa al settimo trionfo di Novak Djokovic, che in finale ha sconfitto Nick Kyrgios.

Entrambi i finalisti, però, hanno ammesso una cosa: l’assenza di Berrettini ha reso loro la vita più facile, perchè l’azzurro è davvero uno dei migliori giocatori del mondo sull’erba. Nonché il migliore italiano di sempre sulla superficie più nobile.

A stabilirlo basterebbe già il fatto che è l’unico tennista tricolore ad essere arrivato a giocarsi la finale a Wimbledon, ma a confermarlo ci sono le prestazioni maiuscole regalate quando il match si disputa sui fili verdi.

Vero, Berrettini è molto competitivo anche sulla terra battuta e in particolare sul cemento, altrimenti non sarebbe mai riuscito a entrare nella top 10 del ranking ATP, ma è innegabile che quando si gioca sull’erba il capitolino ha una marcia in più.

Il servizio di Berrettini

Merito anche del suo modo di giocare, che si adatta perfettamente a questo tipo di superficie. L’altezza (196 centimetri) gli conferisce un gran vantaggio, anche in termini di potenza. Il servizio di Berrettini supera regolarmente i 200 km/h e raggiunge punte di 235 km/h. Sull’erba, con campi rapidi e dai rimbalzi sempre imprevedibili, si tratta di un’arma importante, anche considerando che la seconda di servizio del classe 1996 è una delle più performanti dell’intero circuito.

Il servizio di Super Matt!

Una situazione completata poi da un’altra delle specialità dell’azzurro, la discesa a rete. Grazie alle sue lunghe leve e alla sua altezza, Berrettini riesce ad arrivare a rete con una certa facilità e a coprire la maggior parte delle traiettorie lasciate al suo avversario per rispedire la pallina al mittente.

Per struttura fisica (gambe più filiformi e meno muscolose della maggior parte dei colleghi), Berrettini predilige inoltre scambi più rapidi e non quelli infiniti che spesso si vedono sulle altre superfici, motivo per cui si ritrova a soffrire di meno di quanto gli accada quando i punti si prolungano.

Nel 2018 l'esordio sull'erba

A dimostrare questa facilità di gioco sull’erba di Berrettini, ci sono i numeri. Da quando ha iniziato la sua carriera nel circuito ATP nel 2017, l’azzurro ha disputato 39 partite sulla superficie verde e la percentuale di vittorie è decisamente impressionante. Per lui 33 match vinti e 6 persi, tre dei quali nella stagione 2018, la prima in cui si è cimentato sull’erba.

Da quel momento in poi, il tennista romano non si è praticamente più fermato. per un 85% di vittorie che la dice lunga su quali siano le sue preferenze. Basterebbe pensare che sulla terra battuta la percentuale è del 69% (42 vittorie e 12 sconfitte), mentre sul cemento, la superficie su cui gioca con più frequenza, scende ulteriormente al 56% (55 vittorie e 44 sconfitte).

Nel 2019 il suo score sull’erba è stato di 12 vittorie e di 2 sconfitte. Berrettini si è fermato al quarto turno a Wimbledon contro un avversario d’eccezione, Roger Federer, non prima di aver battuto il quotato argentino Diego Schwartzman, L’altra sconfitta stagionale è arrivata in Germania, ad Halle, per mano del belga David Goffin.

Non avendo giocato né al Queens né a Eastbourne, l’azzurro si è dedicato all’Open di Stoccarda, portato a casa il 16 giugno 2019 in una finale vinta in due set contro il canadese Felix Auger-Aliassime. Si tratta del terzo torneo vinto in carriera da Berrettini, che precedentemente aveva trionfato a Budapest e a Gstaad, entrambi i casi giocando sulla terra rossa.

Il romano a Wimbledon!

La stagione 2020 sull’erba è tutta saltata a causa della situazione sanitaria mondiale, ma questo non ha fatto perdere al tennista romano il feeling con la sua superficie preferita.

Nel 2021, infatti, sono arrivate 12 partite e una sola sconfitta, purtroppo nel match che contava di più. L’unico capace di battere Berrettini sull’erba è infatti stato Djokovic, che ha vinto la finale di Wimbledon in quattro set, dopo che l’italiano aveva vinto il primo.

Un peccato, perchè l’annata poteva decisamente essere trionfale. Alla sua prima partecipazione, Berrettini aveva infatti già portato a casa il torneo del Queens, eliminando prima un mito del tennis britannico come Andy Murray e poi battendo in finale l’altro britannico Cameron Norrie.

Lo score di Berrettini nel 2022

E prima dello stop forzato a Wimbledon, il 2022 con il nuovo accordo con Boss era andato anche meglio per Berrettini. L’azzurro ha concesso il bis prima a Stoccarda e poi al Queens. In Germania ha avuto la meglio nel derby italiano con Lorenzo Sonego e in finale ha di nuovo battuto Andy Murray.

L'esultanza di Berrettini al Queen's

Nel Regno Unito, dove si presentava da campione uscente, si è imposto in due set sul serbo Filip Krajinović, inanellando una buona serie di primati. Intanto è diventato il primo tennista dell’era Open a vincere al Queens due volte nelle due prime partecipazioni e poi, con quattro tornei sull’erba vinti, è diventato il tennista italiano con il maggior numero di trofei sulla superficie.

E c’è anche di più. Nessuno prima di lui era riuscito a vincere per le quote tennis nella stessa stagione sia a Stoccarda che al Queens e da quando a Stoccarda si gioca sull’erba (ovvero dall’edizione 2015) nessuno era mai riuscito a fare il bis.

Gli avversari

Insomma, la carriera di Berrettini racconta che il rapporto del tennista romano con i campi in erba è di vero amore. E chissà come sarebbe andata l’edizione 2022 di Wimbledon se non ci si fosse messo di mezzo il tampone. Avrebbe di nuovo incontrato Djokovic per la rivincita del 2021?

E avrebbe potuto vincere? Difficile a dirsi, ma basta un ultimo dato per far capire che su questa superficie l’azzurro è tra i migliori al mondo, Ci sono solo quattro tennisti in attività capaci di disputare tre finali consecutive su erba: Roger Federer, Novak Djokovic, Andy Murray e Matteo Berrettini. E con una compagnia del genere, il discorso è decisamente chiuso…

*Le immagini dell'articolo sono distribuite da AP Photo.

Sull'autore
Di
Francesco Cavallini

Francesco vive di sport, di storia e di storie di sport. Dai Giochi Olimpici antichi a quelli moderni, dalle corse dei carri a Bisanzio all'Olanda di Cruijff, se c'è competizione o si tiene un punteggio, lui si appassiona sempre e spesso e volentieri ne scrive.

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